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Grotte

Il toponimo «Carso» deriva dalla radice paleoindoeuropea Kar o Krs, con il significato di «roccia» o «pietra», poichè in queste aree costituite da rocce carbonatiche, anche in seguito al disboscamento praticato dall'uomo sin dalla protostoria, sono affiorati molti spuntoni di roccia. Dal toponimo "Carso" sono derivati i termini «carsismo», «carsico», «carsologia», che vengono applicati ai fenomeni ed ai processi relativi agli ambienti ed alla morfologia carsica, oltre che alla scienza che li studia.
Gli agenti meteorici tramite processo di dissoluzione superficiale e i fiumi, un tempo superficiali, hanno allargato e approfondito sempre più le fratture presenti creando una complessa rete idrografica ipogea. L’acqua, una volta abbandonata una via per nuovi, più profondi percorsi, ha lasciato degli spazi vuoti chiamati grotte.
Il Carso triestino è costellato da più di 2700 grotte con andamento a galleria orizzontale, più facili da esplorare e percorrere che si alternano a quelle con andamento a pozzo verticale, rivolte solo agli speleologi più esperti.
Alcune, per tutela e salvaguardia degli ambienti interni sono state chiuse dagli enti di tutela, alte sono ad accesso libero.
Tra le più famose a livello nazionale non possiamo non ricordare la Grotta Gigante, una cavità turistica di spettacolare bellezza attrezzata per le visite di gruppi, probabilmente si tratta della soluzione ideale per muovere  primi passi verso il mondo sotterraneo e prendere confidenza con speloetemi, stalattiti e stalagmiti.
Per importanza archeologica  segnaliamo la grotta del Mithreo, aperta però solo in alcuni periodi dell'anno.

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